Spazio 1999? Macché, siamo ancora bloccati sulla Terra! 5 motivi perché l'uomo non è tornato sulla Luna

Negli ultimi anni, il ritorno dell'uomo sulla Luna sembra essere diventato un'impresa sempre più ardua. Nonostante i progressi tecnologici e le ambizioni di agenzie spaziali come la NASA e SpaceX, ci sono diversi fattori che stanno rallentando questo processo. Ecco cinque motivi principali

Spazio 1999? Macché, siamo ancora bloccati sulla Terra! 5 motivi perché l'uomo non è tornato sulla Luna
Photo by History in HD / Unsplash

Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong posava il piede sulla superficie lunare e pronunciava la storica frase: "That's one small step for man, one giant leap for mankind." Da allora, sono passati più di cinquant'anni e, sorprendentemente, nessun essere umano ha più messo piede sulla Luna. Ma perché? Con tutta la tecnologia di oggi, i viaggi spaziali privati e le missioni robotiche avanzate, cosa ci sta trattenendo?

Se pensavi che tornare sulla Luna fosse una semplice questione di volontà, preparati a scoprire le incredibili sfide che ancora oggi rendono questa impresa titanica. Vediamo insieme i cinque motivi principali per cui l'umanità non è ancora riuscita a fare il bis sulla Luna.


1. Dove sono finiti i soldi? Il lato oscuro del budget spaziale

Negli anni '60 e '70, la corsa allo spazio era una questione di prestigio e potere geopolitico. Gli Stati Uniti, temendo di essere surclassati dall'URSS, investirono cifre astronomiche (letteralmente) nel programma Apollo. Nel 1966, la NASA riceveva il 4,5% dell'intero budget federale americano. Oggi? Si aggira intorno allo 0,4%.

In pratica, non abbiamo smesso di andare sulla Luna per mancanza di tecnologia, ma per mancanza di investimenti. Senza una forte competizione internazionale e con le priorità politiche rivolte ad altri problemi (cambiamenti climatici, guerre, economia), la Luna è passata in secondo piano.

Curiosità: per il solo programma Apollo, gli USA hanno speso circa 25 miliardi di dollari dell'epoca, equivalenti a più di 150 miliardi di oggi! Per confronto, il programma Artemis ha ricevuto finora "appena" 93 miliardi.


2. Non basta tornare, bisogna restare!

Se il programma Apollo aveva come obiettivo un semplice "tocca e fuggi" lunare, oggi le missioni mirano a qualcosa di molto più ambizioso: stabilire una presenza permanente sulla Luna, utilizzando le risorse locali per sostenere la vita e costruire basi abitate.

Questo significa dover risolvere problemi enormi: dall'estrazione dell'acqua ghiacciata nei crateri per produrre carburante, alla protezione dagli effetti devastanti della regolite, la polvere lunare così fine e tagliente da danneggiare strumenti e tute spaziali.

Curiosità: durante Apollo 17, gli astronauti Gene Cernan e Harrison Schmitt scoprirono che la polvere lunare non solo si infilava ovunque, ma aveva anche un odore simile alla polvere da sparo e causava irritazioni alla pelle e agli occhi!


3. Houston, abbiamo un problema... di sicurezza!

Negli anni '60, l'esplorazione spaziale era un rischio calcolato: la sicurezza degli astronauti era importante, ma non era il fattore predominante. Le missioni Apollo furono pericolose, e l'Apollo 13 ne è un esempio lampante. Oggi, la sicurezza degli astronauti viene prima di tutto, e ogni componente delle nuove missioni deve superare test rigorosissimi. Questo allunga enormemente i tempi di sviluppo e i costi.

Curiosità: la missione Apollo 12 fu colpita da due fulmini a pochi secondi dal decollo! Solo il sangue freddo dell'astronauta Alan Bean, che riavviò un sistema elettrico cruciale, salvò la missione da un fallimento totale.


4. Le nuove tecnologie hanno bisogno di tempo (e a volte esplodono)

A differenza del programma Apollo, che si basava su tecnologie già esistenti (anche se migliorate), oggi dobbiamo ripartire quasi da zero.

Pensiamo a SpaceX, che con il suo Starship dovrebbe portare gli astronauti sulla Luna. Il razzo, tuttavia, ha ancora problemi da risolvere: anche settimana scorsa, durante un test, un prototipo di Starship è esploso spettacolarmante, dimostrando che siamo ancora lontani da una tecnologia affidabile per un viaggio sicuro sulla Luna.


5. Artemis: un piano lunare... colossale

Il programma Artemis non punta solo a riportare l'uomo sulla Luna, ma prevede la costruzione di una stazione spaziale orbitante (Gateway) e la creazione di una base lunare stabile. Questa visione a lungo termine è enormemente più complessa di un semplice allunaggio e richiede la collaborazione di più nazioni, aziende private e anni di pianificazione.


Quindi, quando torneremo?

La NASA prevede il ritorno sulla Luna entro il 2026, ma con tutte le sfide ancora da superare, non c’è nulla di certo. Una cosa, però, è sicura: quando metteremo nuovamente piede sulla Luna, sarà solo l'inizio di un nuovo capitolo nell’esplorazione dello spazio. 🚀

Fonti:

Nasa’s Moon return pushed back to 2025
The first Nasa mission to return to the surface of the Moon has been delayed by one year to 2025.
Falcon 9 launches second lunar mission of 2025 with IM-2 lander - NASASpaceFlight.com
SpaceX launched its second lunar mission of 2025, just over a month after flying the…
NASA Artemis moon landing in 2025 “unlikely” as challenges mount, GAO report says
NASA is facing challenges with SpaceX’s moon lander and the new Axiom spacesuits for moonwalkers.
REGISTRATI